Socotra

La biodiversità di Socotra è come il testo bellissimo e prezioso di un libro antico del quale rimane solamente una copia, molto fragile e quindi delicata…

Dr. Kay Van Damme (Presidente onorario FoS)

Tra racconti, miti e leggende

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Milioni e milioni di anni fa l’arcipelago di Socotra iniziava a staccarsi dalla Penisola Arabica e dal Continente Africano. Si pensa che circa 18 milioni di anni fa l’arcipelago fosse già fortemente isolato. Ma varie sono le teorie. Insieme al Madagascar è considerata tra le isole continentali più antiche del mondo. Da allora misteri e leggende avvolgono questa terra antichissima, incredibile e ancorata a poche centinaia di miglia dalle coste dell’Africa e dall’Arabia. Socotra è la più grande isola dell’arcipelago ed è anche l’isola più estesa del mondo arabo.
Luogo magico, santuario botanico e zoologico, habitat alieno e paradisiaco, scrigno di misteri, leggende e segreti di civiltà scomparse e sconosciute: l’isola di Socotra è sicuramente una delle ultime terre inesplorate, misteriose e praticamente intatte rimaste sul nostro pianeta. Un laboratorio della natura a cielo aperto in mezzo all’oceano. Sul suo territorio sono molte le tracce di antiche civiltà che sono passate e di altre di cui ancora oggi non si conoscono le origini esatte.

Antica mappa dell’Arcipelago di Socotra

Nel Periplo del Mar Eritreo del primo secolo d.C. se ne parla come di un luogo fantastico, un’isola-emporio multietnica. Virgilio la chiama Panchaia, ricollegabile al mito della Fenice, i Greci Dioscorido; gli antichi la conoscevano come la terra dell’Araba Fenice, nel Medioevo è conosciuta come Zocotora. Marco Polo ne sente parlare durante uno dei suoi viaggi e ne rimane colpito chiamandola Scara. Anche Dante ne parla nella Divina Commedia alludendo al rifugio dell’Uccello della Fenice: “l’Araba Fenice che si nutriva di incenso e mirra…”. Si dice che il liuto di Stradivari fosse ricoperto all’interno con la resina della Dracaena cinnabari o Albero del Sangue di Drago di Socotra. Moravia ci volle andare prima di morire e quello fu il suo ultimo viaggio, mentre Pasolini, anch’egli affascinato, non riuscì mai ad andarci, purtroppo. Oggi è conosciuta come Socotra o Soqotra e fa parte della Repubblica dello Yemen.

L’arcipelago di Socotra fa parte della Repubblica dello Yemen e comprende Socotra, l’isola maggiore, Abd-el-Kuhri, Samha, Darsa ed una serie di affioramenti rocciosi. È situato nell’Oceano Indiano nordoccidentale. (Fonte: Malatesta et al. 2013, JARS).

Biodiversità

L’isola di Socotra, grazie alla sua straordinaria biodiversità, oltre ad essere uno dei pochi e rari siti al mondo ad essere una Riserva Umana e della Biosfera (MAB) (2003), è stata inserita nella Lista del Patrimonio Mondiale dell’UNESCO (2008). Varie ed espressive le specie botaniche in particolare. Numerosi sono gli elementi rari ed endemici, sia nella fauna che nella flora. Le specie di piante infatti sono circa 900 e di queste circa 37 % è endemico, cioè si è evoluto e cresce solo nell’Isola. Sono distribuiti in 443 generi (15 dei quali sono endemici); appartengono a 114 famiglie botaniche Specialmente fra gli endemici, alcuni sono veramente curiosi e unici al mondo. E’ il caso di una cucurbitacea arborea (Dendrosicyos socotranus) o di una moracea succulenta (Dorstenia gigas). Straordinario alberello e talora anche arbusto è invece un parente stretto e forse il progenitore del melograno (Punica granatum) dal nome scientifico assai evocativo: Punica protopunica. L’Orto Botanico di Palermo ne ospita un piccolo esemplare, forse l’unico coltivato fuori dal puntiforme areale della specie. Un genere ricco di specie fuori dalla nostra isola, noto dal punto di vista ornamentale per la ricchezza di specie coltivate per ornamento è Begonia dell’omonima famiglia (Begoniaceae). Ebbene, sull’isola indiana vive ormai rarissima e minacciata la bella Begonia socotrana. Alcuni generi, come Boswellia e Commiphora, sono famosi per essere rappresentati da specie di rilevanza culturale ed economica, produttrici rispettivamente dell’incenso e della mirra. In questo ambito, piante produttrici di altre famose resine sono l’aloe (Aloe perryi) e il cinabro o sangue di drago ricavato incidendo il tronco di una specie endemica di dracena (Dracaena cinnabari), bellissima pianta ad ombrello che ha una sua affine nelle Isole Canarie (Dracaena draco), albero presente sin dai primi dell’Ottocento in alcuni giardini di Palermo. Frequente e assai caratteristica è ancora il succulento Adenium obesum subsp. sokotranum mentre assai caratteristici sono i monumentali alberi di tamarindo (Tamarindus indica) sparsi attorno ai piccoli villaggi, spesso luogo di riunione della comunità indigena e soprattutto di gioco dei ragazzini.

Dracaena cinnabari Balf. f. sulle rupi della regione centrale di Socotra (Foto: V. Melnik).

Come ricordato, sulla fauna si hanno solo dati molto parziali. Sono in corso indagini da parti di diversi gruppi di studiosi. Oltre che dei pochi mammiferi, si ha conoscenza di varie specie di uccelli, rettili e pipistrelli, mentre l’entomofauna è straordinariamente ricca anche di generi e specie endemiche, in parte esplorati e descritti recentemente.
Ricca e diversificata è anche la fauna marina con più di 230 specie di coralli, 730 specie di pesci, e oltre 300 specie di molluschi e crostacei, fra cui granchi, gamberi ed aragoste.

Adenium obesum subsp. sokotranum (Vierh.) Lavranos, conosciuto anche come “rosa del deserto” (Photo: V. Melnik).

Tradizioni orali

Il Soqotri è una delle Lingue Sud Arabiche Moderne (MSAL): Mehri, Soqotri, Śḥerɛ̄t, Ḥarsūsi, Hobyōt and Baṭḥari. Si tratta di lingue semitiche non scritte, parlate dalle minoranze del Sud-Est dello Yemen, nell’Oman meridionale e ai margini dell’Arabia Saudita meridionale e orientale. Il nome “Sud Arabico moderno” può confondere poiché queste lingue non scritte non sono né “moderne” né comprensibili per una persona che parla l’Arabo.
Vengono chiamate lingue “Sud Arabiche moderne” (da qui indicate come MSAL) per diversificarle dalle “antiche sud Arabiche”, termine che si riferisce alle quattro lingue presenti negli scritti Sud Arabici Antichi e che sono adesso estinte.
Le MSAL appartengono alla branca Sud Semitica della famiglia delle Lingue Semitiche, che include anche l’Etiopico semitico. Esso si distingue dalla branca Semitica Centrale, che include i più ampiamente conosciuti Arabo, Aramaico ed Ebraico. Si ritiene che le MSAL siano i resti di un substrato pre-Arabico che un tempo si estendeva per l’intera Sud Arabia e attraverso il Mar Rosso, fino agli altipiani e il litorale dell’Africa Orientale.
Le aree nelle quali le MSAL sono ancora parlate sono le uniche regioni nella Penisola Arabica che hanno conservato le lingue Semitiche parlate prima della diffusione dell’Islam e alla conseguente Arabizzazione della Penisola. In tutte le altre comunità, l’Arabo sembra avere sostituito le lingue originali.

Dracaena cinnabari Balf. f. sugli altopiani calcarei (Foto: V. Melnik).

Emporio multietnico e rifugio dell’Oceano Indiano

Aristotele suggerì ad Alessandro Magno di conquistarla per controllare il mercato dell’aloe. Sin dall’antichità, l’isola è conosciuta per l’ottima qualità dell’aloe, ma anche dell’incenso e del cinabro – la resina rossa considerata ancora oggi una panacea ricavata dall’albero simbolo dell’isola, la dracena (Dracaena cinnabari) e conosciuto come albero del Sangue del Drago. Il cinabro o sangue del drago, sin dai tempi antichi, era usato per molti scopi: per laccare il legno, in medicina, in cosmetica e in tintoria, infatti, era molto ricercato dai Romani che lo usavano per colorare i tessuti.
Dunque, vi era un vero mercato di aloe, cinabro, incenso e mirra (una varietà della commiphora mirrha) di Socotra: partiva dalle coste dell’Arabia Felix, l’odierno Yemen, per poi essere trasportato verso gli empori del Mediterraneo con le carovane del deserto.
Nel ‘500 la occupano per un periodo i Portoghesi. Vasco de Gama naviga lì vicino varie volte ma non vi approda e invece è Alfonso de Albuquerque ad arrivarvi per primo, nel 1507. Nella metà dell’800 gli Inglesi furono presenti sull’arcipelago ancora appartenente allo Yemen del Sud, fino al 1967 quando viene proclamata la Repubblica Democratica dello Yemen. Ma la storia moderna di Socotra inizia nel 1990, data che sancisce, dopo secoli, l’unificazione tra i due Yemen (la Repubblica dello Yemen e la Repubblica Democratica dello Yemen del Sud). Socotra ha da sempre fatto parte della famosa Arabia Felix.

Lavorazione della resina “sangue di drago” su una roccia (Foto: L. Malatesta).

La sua storia deve ancora essere veramente scritta e ricercata tra i molteplici testi antichi che ne parlano in Greco, Latino, Siriaco, Aramaico, Arabo, Portoghese, Inglese, Francese, Danese, Cinese altre fonti, tra cui le pareti delle incredibili grotte di Socotra.
Come la Sicilia era il crocevia e l’emporio del Mediterraneo sin dai tempi antichi, Socotra fu il crocevia e l’emporio tra il Mar Rosso, la penisola Arabica e l’Oceano Indiano per millenni. La sua posizione strategica, tra Africa, Arabia e Asia, le ha concesso nei secoli importanti scambi commerciali con l’Antico Egitto, la Mesopotamia, l’Arabia Felix ma anche per le rotte che dal Mediterraneo partivano per le Indie.

Sangue di drago in cristalli (Foto: V. Melnik).

Clima – Economia – Eco turismo

Socotra fa parte dell’arcipelago al quale ha dato il nome, insieme ad altre tre isole minori, e si estende su un territorio di 3.600 km2 in cui vivono circa 80.000 abitanti. Tra i socotrini molti sono pastori e pescatori, in parte anche nomadi. I suoi monti più alti, i monti Hajar, raggiungono i 1.540 m di altezza, fonte di ricchezza e guardiani dei suoi segreti, dai quali sgorgano le sorgenti che portano fertilità lungo i rilievi delle montagne e alimentano i wadis nella parte orientale dell’isola. L’umidità e la nebbia che arrivano dal mare vengono intrappolate attraverso gli alti monti, che in questo modo danno vita a sorgenti e piogge. Da Maggio a Settembre il Grande Monsone si abbatte sull’arcipelago di Socotra, portando piogge e venti molto forti.
A causa dei forti venti monsonici che appunto si abbattono sulle sue coste, da Maggio a Settembre, Socotra è da sempre quasi inaccessibile, riuscendo così a conservare il suo isolamento nei secoli.
La forza della natura dalle sue coste ai suoi monti è libera e potente e ha perciò permesso lo sviluppo di un ecosistema e una biodiversità unici al mondo.

Una falesia al di sopra delle spiagge sabbiose nella regione meridionale dell’isola di Socotra (Foto: V. Melnik).

L’economia dell’Isola è molto fragile e precaria, basata sulla pastorizia nomade e sulla pesca. La flora, la fauna e l’habitat di Socotra si sono salvati nel tempo grazie ai suoi abitanti che hanno vissuto in sintonia con l’isola e con le sue risorse naturali fino ai giorni nostri, permettendo la sopravvivenza e continuità della flora, della fauna e del suo ambiente. L’attività per un turismo ecosostenibile iniziato negli anni ’90 e quindi la visita e l’esplorazione dell’Isola e le bellissime spiagge paradisiache, l’hanno portata improvvisamente alla ribalta. La mancanza totale di vere infrastrutture moderne – come alberghi e lodge – ha da una parte evitato di farla diventare una destinazione turistica di massa e quindi preservato gran parte dell’Isola, e in pratica resa una destinazione turistica per fortuna ancora poco sfruttata, lasciandola praticamente in gran parte incontaminata, rispetto ad altri hotspot della biodiversità nel mondo.
Ottimo terreno per sperimentare un modello di economia ecosostenibile legata appunto all’ecoturismo e alle risorse agricole dell’isola evitando di commettere gli stessi errori commessi alle Galapagos o in Madagascar o altre isole nel pianeta e quindi con un impatto negativo sull’ambiente naturale. Nel 2008/2010 Socotra si apre al mondo. I turisti sono ancora pochi, il picco massimo toccato è di appena 5.000 turisti in un anno, ma sufficienti a stimolare i suoi abitanti a dedicarsi e scoprire una nuova attività che porta valuta straniera sull’isola, con la speranza di non intaccare e distruggere il suo habitat e i suoi tesori e di ottenere l’attenzione della comunità internazionale. La grande importanza di questa attività e quella di coinvolgere i socotrini, secolari e fedeli guardiani dell’Isola, consci dell’immenso valore della loro terra unica.

Storia recente

A causa dei forti venti monsonici che si abbattono sulle sue coste da Maggio a Settembre, Socotra è da sempre quasi inaccessibile, riuscendo così a conservare temporaneamente il suo isolamento nei secoli. Nel 1898 il Royal Botanical Garden di Edimburgo organizza la prima spedizione scientifica e il mondo scientifico improvvisamente scopre Socotra. Ma poi si isola nuovamente e fino agli anni ‘80 di Socotra non si parla più, tranne qualche sporadico rapporto di ricercatori ed esploratori e qualche sporadica missione archeologica e scientifica, prima inglese e poi russa. Negli anni ’90, con l’unificazione dei due Yemen, Socotra torna alla ribalta e da allora è meta ambita e popolare di ricercatori, esploratori, viaggiatori e studiosi di tutto il mondo.

La “rosa del deserto” Adenium obesum subsp. sokotranum (Vierh.) Lavranos sul ciglio di una falesia (Foto: V. Melnik).

Da Marzo del 2015 Socotra e’ praticamente isolata a causa del conflitto in Yemen e nella regione, essendo in sostanza vietato totalmente l’accesso a studiosi, curiosi e stranieri. Poiché l’isola è in massima parte un Parco Naturale protetto con un ecosistema delicatissimo, necessita di monitoraggi e controlli continui. Purtroppo, dal 2015 – anno d’inizio della guerra – sono pochissimi gli studiosi, esperti e ricercatori che sono riusciti ad entrarvi. Negli ultimi anni, l’ultimo nel 2018, due cicloni massacranti si sono abbattuti sull’isola con danni alle comunità locali ma anche al patrimonio naturalistico.

Veduta delle montagne dell’Hajir dal letto di uno wadi, uno dei corsi d’acqua temporanei di Socotra (Foto: L. Malatesta).

Cooperazione Internazionale

Dalla fine degli anni ’90, la DGCS (Direzione Generale per la Cooperazione allo Sviluppo – Ministero degli Affari Esteri – Italia), in collaborazione con l’UNDP e il Governo centrale dello Yemen, hanno lavorato alla preparazione del Piano Regolatore e di Zonizzazione dell’isola. I piani sono stati elaborati con la partecipazione delle Università di Roma (La Sapienza), Pavia e Venezia. Queste iniziative furono anche condotte e seguite da vari Istituti in Germania, Belgio, Regno Unito e Yemen tra i molti e hanno condotto all’adozione del Piano di Zonizzazione per la Conservazione di Socotra (Decreto Pres. N° 275) che ha consentito lo sviluppo e l’attuazione di misure di conservazione e protezione in differenti zone dell’arcipelago (Riserve per l’uso delle Risorse, Parco Nazionale e Santuari della Natura).
Maggiori informazioni sul Piano di Zonizzazione sono disponibili cliccando qui.

Il Governo Yemenita ha fatto di Socotra la sua bandiera per aumentare la coscienza ecologica nel paese e per intraprendere una seria politica di protezione ambientale con la creazione di parchi e riserve in tutto il territorio.
Dalla fine degli anni ’90 ad oggi diversi istituti ed organizzazioni di fama mondiale sono attivi nell’Isola come UNDP, UNEP, GEF e GIZ, parallelamente a paesi donatori come Francia, Repubblica Ceca e con in prima linea l’Italia.

Piano di zonizzazione per la conservazione degli ambienti terrestri dell’arcipelago di Socotra (Fonte: FoS).

Improvvisamente l’isola diventa una grande officina dove ricercatori e studiosi di tutto il mondo si ritrovano e lavorano. È il miracolo dalla fine degli anni ’90 al 2014, quando a Socotra comunità locali, ambiente, sviluppo, sostenibilità, conservazione, turismo e ricerche convivono con serenità e passione, tra ostacoli, difficoltà e tenacia.
Nei recenti periodi di disordini politici in Yemen, è importante garantire la sopravvivenza e il benessere degli ecosistemi di Socotra così come della cultura unica dell’isola, allo scopo di accrescerne la consapevolezza; vari donatori e organizzazioni internazionali continuano a supportare la biodiversità di Socotra e a porre l’accento sulla sua cultura tangibile e non tangibile. Viene creato il SCDP (Socotra Conservation Development Programme) e il SCF (Socotra Conservation Fund), che purtroppo oggi non operano più. Negli ultimi anni, un progetto realizzato in collaborazione tra UNEP, GEF ed EPA, focalizzato sul patrimonio naturale, si sta occupando di promuovere la gestione efficace delle aree protette, la gestione sostenibile del territorio e la lotta alle specie invasive, nonché di creare in loco le competenze necessarie ad affrontare le nuove minacce cui Socotra va incontro. Tutti questi sforzi comuni portano nel 2003 alla proclamazione di Socotra come Riserva della Biosfera dell’UNESCO, MAB (Man and the Biosphere), e nel 2008 al suo inserimento nella lista del Patrimonio Mondiale dell’Umanità per la sua altissima biodiversità marina e terrestre: la flora, la fauna e i fondali marini sono ricchissimi di specie endemiche. Il 100% dei crostacei di grotta, il 90% dei rettili, il 60% dei ragni, il 37% delle piante ma anche uccelli, coralli, molluschi. Un hotspot della biodiversità unico. Un raro santuario della biodiversità insieme alle isole Galapagos, Canarie, Hawaii, il Madagascar, la Nuova Zelanda.

Socotra Patrimonio dell’Umanità

Con l’inserimento di Socotra nella Lista del Patrimonio dell’Umanità dell’UNESCO nel 2008, il Comitato per il Patrimonio dell’Umanità ha riconosciuto l’importanza globale dell’arcipelago per la conservazione della biodiversità visto l’eccezionale livello di biodiversità ed endemismi in molti gruppi di organismi terrestri e marini (dati del 2008, per maggiori informazioni https://whc.unesco.org/en/list/1263):

  • Socotra è particolarmente importante per la diversità delle sue piante e ospita 825 specie vegetali di cui 307 (37%) sono endemiche.
  • Socotra ha una grande importanza per l’avifauna, come sottolineato dall’identificazione fatta da Birdlife International di 22 Aree Importanti per gli Uccelli a Socotra (nota: aggiornato, vedere Porter & Suleiman, 2016).
  • Socotra inoltre presenta popolazioni di altri uccelli terrestri ed acquatici, incluso un numero di specie minacciate.
  • Alti livelli di endemismo sono stati osservati a Socotra per i rettili (34 specie, 90% endemismi) ed i molluschi (96 specie, 95% endemismi).
  • Anche la biodiversità acquatica di Socotra è molto diversa, con 253 specie di coralli ermatipici, 730 specie di pesci costieri e 300 specie di crostacei, ben rappresentati nelle aree marine.
Una famiglia socotrina su un’imbarcazione tradizionale (Foto: V. Melnik).

Al momento dell’inserimento, il Comitato non soltanto riconobbe l’eccezionale valore universale di Socotra, ma fece anche riferimento alle necessità di protezione e gestione. Il Comitato sottolineò il bisogno di rafforzare il quadro legislativo e la capacità di gestione, in vista di minacce incombenti quali la costruzione di infrastrutture, il pascolo eccessivo e il sovrasfruttamento di risorse naturali terrestri e marine. Il Comitato inoltre indicò che gli impatti delle potenziali minacce quali il turismo non sostenibile e le specie invasive sulla biodiversità di Socotra dovevano essere attentamente monitorati e minimizzati.
Durante il suo meeting più recente (2018), il Comitato per i Patrimoni dell’Umanità ha espresso il suo cordoglio per le vittime e le inondazioni improvvise causate dal ciclone Mekunu, che ha colpito l’arcipelago alla fine di Maggio 2018, e ha chiesto a tutti gli Stati membri dell’UNESCO di supportare la messa in opera di misure di salvaguardia, incluso il Fondo UNESCO per i Patrimoni dell’Umanità. Allo stesso tempo, il Comitato ha anche considerato che lo sviluppo incontrollato, l’uso non sostenibile delle risorse naturali e l’assenza di adeguate misure di biosicurezza per evitare l’introduzione di specie aliene invasive rappresenta un potenziale pericolo all’enorme valore universale dell’arcipelago. Il Comitato ha pertanto esortato a cessare qualsiasi attività che possa avere un potenziale impatto negativo sul valore dell’arcipelago e a non permettere nessun tipo di sviluppo non sostenibile, fino a che non vengano sottoposte attività e progetti al Centro UNESCO per il Patrimonio dell’Umanità, per essere poi sottoposte a valutazione da parte dell’IUCN.

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